QUATTRO PASSI PER SARTEANO E DINTORNI

La Piazza di S. Lorenzo ospita anche la facciata di Palazzo Cennini, risalente al XV sec., al cui interno si trova uno d
ei luoghi più suggestivi del paese: il Chiostro. Si tratta di un cortile del XV sec., ricco di storia e di tradizione, che conserva inalterati l’architettura ed il fascino del suo tempo. Il Chiostro insieme al palazzo e tutti gli annessi era unica proprietà dei Marchesi Cennini. In seguito la proprietà è stata suddivisa fra più proprietari. Oggi il Chiostro fa parte della fattoria di Martignano ed è utilizzato per la conservazione e la lavorazione dei prodotti agricoli. In ogni ambiente del Chiostro, come la cantina, i granai, le grotte, si respira l’aria di questa tradizione antica, propria delle nostre terre. A Sarteano, la Famiglia Cozzi Lepri, proprietaria dell’immobile, è disponibile a far visitare il Chiostro, dove, tra l’altro, è possibile degustare i prodotti tipici locali, acquistare vino e olio. La struttura è in grado di ospitare piccoli eventi e banchetti.
Proseguendo per Corso Garibaldi, prima di superare la Porta Monalda, a destra, salendo per via S. Angelo, via della Pergola ed ancora a sinistra per via del Forte, si arriva ad una piazzetta dalla quale si vede la parte nuova del pa
ese ed, in lontananza, la città di Chianciano. Volendo, si può proseguire verso un camminamento che segue le mura esterne del castello. Tornando indietro, prendendo via del Mandorlo, si possono notare, lungo il percorso, dei grandi blocchi di travertino su cui sono poggiate, le mura della rocca. Continuando, sulla destra si possono notare, degli orti quasi al livello dei i tetti delle case sottostanti. In lontananza si staglia, l’imponente Monte Cetona e la strada che porta verso Radicofani (una delle strade che si congiungevano alla Via Francigena), Poco più avanti, la via si restringe per poi sfociare nella Piazzetta della Chiesina: sulla sinistra infatti vi è una chiesa dedicata a Maria Mater Gratiae; (alla Madonna delle Grazie) accanto vi è un cancello, attraverso il quale si accede alla Rocca. Quest’ultima è una struttura prettamente difensiva, costruita sull’acropoli del paese, assegnata ai Conti Manenti, la cui prima attestazione documentaria, risale al 1038, anche se il suo aspetto attuale è del XV secolo, grazie all’intervento del Vecchietta e, all’inizio del secolo successivo, con la sistemazione definitiva dell’architetto Baldassarre Peruzzi. Nel 2000 la struttura è divenuta pubblica, insieme al parco circostante a testimoniare gli antichi fasti, quando rappresentava un rifugio inespugnabile nelle lotte
tra Siena, Perugia e Orvieto. L’orario di apertura al pubblico è segnalato al cancello d’ingresso. Di fronte alla chiesina si trova la ex Residenza dei Conti Fanelli ove si trova una cappella privata fatta costruire da Brandimarte Fanelli ove anticamente c’era il corpo di guardia all’ingresso del castello dove si svolse il noto episodio leggendario del Beato Franco da Grotti. I Conti Fanelli, ultimi tenutari della Rocca, cui avevano un accesso diretto al castello, attraverso un passaggio sopraelevato visibile tutt’ora. Proseguendo a sinistra, per via dei Lecci, leggerment
e in salita, si passa sotto il vecchio passaggio appena menzionato e si prosegue verso il Convento di S. Chiara, oggi trasformato in un Albergo Ristorante. Il complesso edilizio fu acquistato dalla Famiglia Grilli Bavaro di Milano e dal 1968 iniziò la ristrutturazione del Convento ad opera dell'Arch. Giorgio Grilli. Con la nuova gestione, subentrata nel 1994 dalla "Famiglia Morgantini" sono stati apportati notevoli interventi di ristrutturazione e di restauro conservativo in modo da riacquistare le sue peculiari caratteristiche architettoniche ed ambientali. La Residenza Santa Chiara, edificata direttamente sulle mura castellane di Sarteano, offre ai suoi ospiti, antichi spazi e di riposanti silenzi.
Proseguendo, in discesa, a destra per la Costa di S. Chiara, si arriva a Piazza S. Martino e alla Chie
sa omonima. La Chiesa ospita un trittico ed una Madonna con il Bambino di Jacopo di Mino Pellicciaio del 1344; un quadro del Beccafu
mi del 1500 raffigurante “L’Annunciazione”; una tavola di San Martino di scuola nordica; un quadro della Madonna di Pompei del pittore sarteanese Tullio Morgantini. Il campanile, pur modesto, ospita una delle campane più antiche d’Italia, risalente al 1282; uscendo dalla chiesa, a sinistra, a poca distanza, si nota la Porta Umbra.

Dalla Piazza di S. Martino, tornando verso il centro, si passa sotto l’antica Porta Umbra e ci si dirige verso via Roma ove si trova, sul lato sinistro, Palazzo Gabrielli, edificio cinquecentesco, ma d’impianto medievale, che ospita il Museo Civico Archeologicoo. Si tratta di un‘acquisizione recente che ha permesso di riportare nel territorio di origine almeno una parte dello straordinario patrimonio archeologico di questa zona così ricca di storia.

 

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