le contrade e la loro storia

 
CON
TRADA DI S.BARTOLOMEO Questa Contrada trae le sue origini dal Romitorio, ricavato da una tomba etrusca, nel quale San Francesco d'Assisi si ritirò in preghiera per la prima volta il 2 Gennaio 1212 e dall'ex Convento di Cappuccini costruito nell'anno 1485.

L'odierno territorio di Contrada, oltre al vecchio dei Cappuccini, comprende tutto il Gruppo del Miralaghi di Sarteano nuova.

La Contrada, inoltre, svolge una intensa vita associativa durante tutto l'arco dell'anno. Dotata di autonomia tecnico-organizzativa è una entità che, pur amministrata da un proprio organo volitivo, risponde alla Associazione Giostra del Saracino che la ricomprende in una più ampia e complessa struttura organizzativa.

La Contrada rappresenta, nella comunità sarteanese, una entità in cui organizzazione, progettazione, lavoro, incontro di culture diverse vengono efficacemente esaltati da azioni quotidiane che mirano sostanzialmente al mantenimento ed al miglioramento della Giostra del Saracino.

Si muove su più fronti che spaziano dal reperimento dei cavalli per partecipare alla Giostra, ai Presepi ed al corteo dei Re Magi a cavallo in occasione del Natale, alle gite sociali, alle visite guidate nei luoghi più caratteristici del territorio, alla Festa estiva della Contrada.

Nella realizzazione del monumentale Presepe 2000, la Contrada ha sviluppato un tema classico senza ispirarsi, come spesso accade, ad un tema particolare.

In concomitanza dell'Anno Giubilare l'attenzione è stata concentrata sul più importante evento della storia: la nascita di Gesù. I suoi insegnamenti e la sua vita siano lo spunto di riflessione per tutti coloro che visiteranno il Presepe.


CONTRADA
DI S. ANDREA

Fieramente posato su di un'altura impervia e difficile, con le sue mura smozzicate e la sagoma severa stagliata nel cielo rosso fuoco del tramonto valdorciano, sta Castiglioncello del Trinoro, antichissimo Castrum, oggi cuore della Contrada di S. Andrea della Giostra del Saracino di Sarteano (Siena).




CONTRADA DELLA SS. TRINITA

Il nome di "Spineta" si perde nella notte dei tempi ed è probabilmente dovuto ad estese e fitte foreste impenetrabili per le spinaie esistenti, si sa dal Repetti (Dizionario geografico - storico della Toscana - art. Spineta) che è già ricordato in una "Carta Amiatina" del 1016.

E' peraltro certo che l'omonima Abbazia (di Spineta) e Chiesa dedicata alla SS. Trinità, furono fondate da Rodolfo, monaco e prete, in seguito alla donazione fattagli nel luglio 1085 dalla Contessa Willia di Sarteano.